Anche se non si sa bene se provocate dal riso o dal pianto. Perché ad ascoltare la versione della ballata composta dagli Stones nel 1964, “As tears go by“, cantata da Jagger in concerto a Milano nel 2006 in un italiano stentato, di lacrime ne scorrono veramente tante. Un omaggio (presunto) al pubblico indigeno riprendendo la cover del loro brano realizzata dagli Stadio e inserita nel cd live di quello stesso anno, “Canzoni per parrucchiere Live Tour“.

“As tears go by”, titolo che fa chiaramente il verso a “As time goes by” cantata da Sam in “Casablanca” (il titolo originale infatti era lo stesso, poi modificato per non generare confusione con il brano del film di Michael Curtiz), è stata scritta da Richards e Jagger insieme al loro produttore Andrew Loog Oldham che, ai due ventenni con già all’attivo un album, ma praticamente composto da sole cover, disse: «Basta, non potete limitarvi a cover di vecchi blues. Se volete un futuro dovete cominciare a comporre». «Perciò – intimò – datemi una canzone dalle mura solide, con le finestre alte. E niente sesso».

Come ha raccontato Richards in un‘intervista alla rivista Guitar Player nel 1992, «Oldham chiuse me e Mick nella cucina dell’orribile piccolo appartamento che avevamo all’epoca con un po’ di cibo e un paio di chitarre e ci impose di non uscirne finché non avessimo prodotto qualcosa che ci permettesse di definirci dei song-writer, degli autori veri». Il risultato fu appunto “As tears go by”. Un brano in cui Jagger, autore del testo, immagina di essere vecchio e di accorgersi del “tempo che passa” guardando dei bambini giocare “sul far della sera”. Una ballata malinconica poco in linea con la produzione e l’immagine, almeno all’epoca, degli Stones (più tardi arriveranno brani come “Ruby Tuesday” – del 1967 – o “Angie“, del 1973). E infatti Oldham la girò inizialmente a un’altra sua assistita, la diciassettenne Marianne Faithfull, che la incise in un singolo nel giugno del 1964, portandola al successo. Gli Stones pubblicheranno la loro versione nell’album dell’anno successivo, “December’s Children (And Everybody’s)

Cinquantadue anni dopo, la parodia di un dialogo tra i due vecchi Stones realizzata da Fabio Celenza (già autore del surreale monologo in italiano di Mick Jagger) per promuovere un evento della rivista Wired, fa di “As tears go by” una canzone davvero malinconica (“Io non mi ricordo… Madonna, ma ci vai dall’oculista?“).

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